Aldo Palazzeschi

(1885-1974), poeta e narratore fra i maggiori del Novecento, esordì nel 1905 con il volume I cavalli bianchi, a cui seguirono Lanterna (1907) e Poemi (1909), intervallati dal romanzo liberty-crepuscolare :riflessi (1908). Partecipò al movimento futurista, pubblicando L’incendiario (1910) e il romanzo Il Codice di Perelà (1911), e se ne distaccò nel 1914. Dalla sua esperienza nella Grande guerra è nato il volume Due imperi… mancati (1920), che segnò anche l’inizio della trentennale collaborazione con l’editore Vallecchi, fino al passaggio a Mondadori nel 1957. Dopo La Piramide (1926), gli anni Trenta furono caratterizzati dalla pubblicazione di libri di grande successo: Stampe dell’800 (1932), Sorelle Materassi/ (1934) e Il palio dei buffi (1937). Seguirono quindi altre opere stilisticamente inconfondibili tra le quali i romanzi I fratelli Cuccoli (1948), Roma (1953), Il Doge (1967), Stefanino (1969) e le poesie Cuor mio (1968) e Via delle cento stelle (1972).