Ratio Mundi. Possible Cosmologies between Narrative and Logic / Ratio Mundi. Cosmologie possibili tra narrazione e logica

Ratio Mundi. Possible Cosmologies between Narrative and Logic / Ratio Mundi. Cosmologie possibili tra narrazione e logica

Azimuth. Philosophical Coordinates in Modern and Contemporary Age, II (2014), nr. 4

A cura di: Caciolini Marzia, Guidi Simone,

Prezzo € 22,80

Prezzo di copertina € 24,00

Rivista: Azimuth
Editore: Edizioni di Storia e Letteratura
Pagine: 160
ISBN: 9788863727111
Anno: 2014

Il quarto numero di  Azimuth. Philosophical Coordinates in Modern and Contemporary Age è dedicato alla ratio mundi, ovvero, all'intimo rapporto che unisce l'organizzazione teorica del cosmo  fisico con le categorie di pensiero. Questa relazione, in cui l'aspetto dialettico è inscindibile da quello strutturale, sostiene una rappresentazione, un racconto del mondo dipendente da una pre-comprensione logica di esso. È qui che, per il tramite delle categorie logiche, la ricreazione (narrativa) del mondo coincide con la sua creazione; i confini del mondo diventano oggetto di un discorso fisico-naturalistico,  logico, teo-logico, e metafisico e linguistico-immaginativo. Il cosmo viene dunque articolato, razionalmente, come un modello unitario e coerente, in un sistema omogeneo rispetto alle modalità di esercizio della logica, per sua natura unitaria e coerente.

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The issue addresses the relationship between cosmology and ratio, or the dialectical and structural connection which links the same definition of “world” as an uniform, homogeneous, coherent and possible system with the very logical and narrative (and then uniform, homogeneous, coherent and possible) character of our rational description of it. Otherwise, every ratio mundi – understood both in a metaphysical or in an epistemological or in a phenomenological way – amounts, really because it is a ratio, as an explication and an articulation of an object formerly preunderstood and, so to speak, invented, cum discursu, or rather into specific logic and descriptive categories. Because of this structural co-belonging of the concept of “cosmos” to his own narrative dimension, we may can reduce the history of cosmology to a long sequence of depictions, but overall of creations and re-creations of the world, that allow us to distinguish in a only partial way a physical and naturalistic discussion from a theological, a metaphysical or a linguistical-imaginative one.

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