Fenomenologia dello spirito. II

Fenomenologia dello spirito. II

Hegel Georg Wilhelm Friedrich,

Traduzione di: De Negri Enrico,

Introduzione di: Cantillo Giuseppe,

Prezzo € 17,10

Prezzo di copertina € 18,00

Collana: Testi Filosofici
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Fenomenologia dello spirito. II - Cartaceo € 17,10

La consapevolezza del poderoso tentativo hegeliano di pensare la vita e insieme la valutazione critica delle sue difficoltà e irrisolte contraddizioni hanno contrassegnato la penetrante “interpretazione di Hegel” di Enrico de Negri, una traduzione che è di per sé un significativo documento della cultura filosofica italiana del Novecento (dalla Introduzione di Giuseppe Cantillo). La Fenomenologia dello spirito, portata a termine nel 1807, è l’opera più significativa del periodo di Jena: essa è definita da Hegel “storia romanzata della coscienza che attraverso contrasti, scissioni, quindi infelicità e dolore esce dalla sua individualità e raggiunge l'universalità, riconoscendosi come ragione che è realtà e realtà che è ragione”. In essa ritornano, trovando un più ampio sviluppo, due presupposti già presenti nelle opere precedenti. In primis, la Fenomenologia obbedisce al principio per cui “il vero è l' intero”: la verità si consegue soltanto quando i diversi aspetti parziali della realtà sono considerati non più nella loro astratta separazione, bensì come momenti e articolazioni della totalità di cui fanno parte. In secundis, Hegel ribadisce che questa totalità, che è oggetto del vero sapere, non è qualcosa di già dato, che staticamente si offra all' analisi del soggetto come una realtà diversa e contrapposta ad esso. Al contrario, la conoscenza della totalità assoluta in cui consiste la verità, è il risultato di un processo gnoseologico, nel quale il soggetto che conosce è intimamente implicato. In termini hegeliani, la verità non è “sostanza”, cioè qualcosa di immobile nella sua compiutezza, ma “soggetto”, spirito , cioè attività, svolgimento, movimento: “La verità è il movimento della verità in se stessa”. Le diverse fasi del processo che porta alla verità non sono altro che i diversi modi in cui il soggetto conosce se stesso e, di conseguenza, si rappresenta la realtà. La Fenomenologia descrive quindi l' “esperienza” della coscienza che passa progressivamente dai gradi più bassi della conoscenza (che sono espressioni provvisorie e apparenti, cioè appunto fenomeniche, della verità) al “sapere assoluto”, alla forma di conoscenza con cui lo spirito conosce infine la sua autentica essenza.

Dettagli supporto

Supporto cartaceo (libro)

Pagine iv-316

ISBN 9788863720747

Anno 2008

Numero in collana 59