Performing Obscenity. Bodies, Violence and Desire in the Contemporary Debate / Inscenare l'osceno. Corpi, violenza e desiderio nel dibattito contemporaneo

Performing Obscenity. Bodies, Violence and Desire in the Contemporary Debate / Inscenare l'osceno. Corpi, violenza e desiderio nel dibattito contemporaneo

Azimuth. Philosophical Coordinates in Modern and Contemporary Age, III (2015), nr. 6

A cura di: Pisano Libera,

Prezzo € 22,80

Prezzo di copertina € 24,00

Rivista: Azimuth
Editore: Edizioni di Storia e Letteratura
Pagine: 176
ISBN: 9788863728941
Anno: 2015

Che cosa significa mettere in scena l’osceno? E soprattutto cosa implica assumere il corpo come  significante performativo dell’osceno? Quali sono le pratiche e le categorie della contemporaneità con cui ripensarlo, dal momento che non coinvolge solo l’erotismo, il desiderio, la trasgressione, ma anche il potere, la violenza, il capitalismo? Se da un approccio teoretico, a partire dalla riflessione di Foucault, sono molti i filosofi – da Agamben a Zizek, da Han alla Butler, fino ai più recenti Queer Studies – che negli ultimi anni si sono interrogati sulla pornografia in modo diverso, intendendola come un dispositivo teorico, un filtro con cui analizzare alcuni processi sociali o una sfida di genere, da un punto di vista più pratico si deve tener conto anche dei differenti canali di cui si serve quali l’arte, il cinema, il teatro, i reality, la letteratura e youporn. Il filo rosso che unisce questi diversi approcci è il corpo, inteso al contempo come presupposto e medium dell’osceno. Tenendo conto della straordinaria multidisciplinarietà, il sesto numero di «Azimuth. Philosophical Coordinates in Modern and Contemporary Age» intende offrire una panoramica sull’intreccio tra corpo e osceno nel dibattito contemporaneo, guardando alla sua dimensione estetica, politica, mediatica e di genere.

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What does it mean to perform obscenity? How can the borders of obscenity be defined, given that it deals with a huge variety of topics, ranging from eroticism to violence, from transgression to the exercising of power? In the last thirty years, thanks to an increased interest in the body, pornography has become a philosophical subject, which has  acquired – starting from Foucault – a paradigmatic role in the works of Agamben, Han, Žižek and the vast constellation of gender studies. Pornography does not concern only the display of sexually explicit content, but because of the use and consumption which lie at the heart of cyberporn, it is an extreme metaphor of contemporary culture in which desire and capitalism are combined. In an attempt to shed light on a wide range of aspects – with regard to an aesthetic mediology, a politics of the body and a semantics of desire – , this volume collects different essays in order to investigate obscenity as a philosophical tool and a cultural category of the present age. On the one hand, it has been investigated as a theoretical device, a filter for the analysis of social processes, a gender challenge, a social form of power and pleasure; on the other hand, by dealing with cultural visibility, it involves many different medias: from cinema to literature, from art to photography, from ancient statuary to youporn.

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